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Life Sciences

Il settore Life Sciences beneficia delle tecnologie spaziali per la progettazione, sviluppo e caratterizzazione di soluzioni innovative con un forte potenziale di trasferimento tecnologico dallo spazio al campo delle scienze della vita. L’attività integra ricerca applicata e innovazione, con l’obiettivo di accelerare il progresso scientifico e generare impatti concreti in ambito sanitario e industriale.

Questo ambito assume una rilevanza crescente anche in relazione al settore spaziale, dove la tutela della salute umana rappresenta una sfida cruciale. Le condizioni estreme delle missioni spaziali richiedono infatti soluzioni affidabili per il monitoraggio, la prevenzione e la gestione dello stato fisico e cognitivo degli astronauti. In tale contesto, la ricerca nelle scienze della vita contribuisce allo sviluppo di strategie e strumenti in grado di supportare la permanenza nello spazio in modo sicuro ed efficace.

L’ingegneria dei tessuti rappresenta un settore di ricerca di frontiera, poiché gli scaffold realizzati secondo i criteri di tale approccio interdisciplinare, consentono la rigenerazione di nuovo tessuto funzionale, a seguito di un trauma o patologia, riproducendo temporaneamente e il più fedelmente possibile il microambiente naturale.

Così facendo si introduce la possibilità di guidare la formazione della matrice biologica per favorire un completo recupero fisiologico. A tale scopo, presso il settore Life Sciences, si impiegano diverse metodiche, quali l’elettrofilatura e la stampa 3D, per far sì che la struttura finale risponda a specifici requisiti da valutare nell’ambito della rete di collaborazioni, stabilite e coordinate dal team stesso quale parte integrante delle proprie attività.

ll settore Life Sciences della Fondazione E. Amaldi sta maturando anche una robusta expertise nel campo della protezione dalle radiazioni ionizzanti. Nello specifico, la sinergia di un team di esperti nella funzionalizzazione e lavorazione di biomateriali e nelle tecniche di additive manufacturing ha portato allo studio e allo sviluppo di possibili prototipi per la schermatura da radiazioni ionizzanti, inizialmente pensati per un loro utilizzo sulla Terra, ad esempio per la radioprotezione in campo biomedicale, per essere successivamente riadattati per diversi tipi di radiazione, come ad esempio quelle presenti nello Spazio, come possibili schermi leggeri per la protezione degli astronauti e delle componenti elettroniche.

Nel al settore della sensoristica, la combinazione sinergica di nanomateriali e biotecnologie ha permesso di sviluppare dispositivi di rilevazione altamente selettivi e ad elevata sensibilità per applicazioni in oncologia. Poter misurare concentrazioni estremamente contenute di marcatori patologici significa disporre di uno strumento che possa fornire un valido contributo in termini di diagnosi precoce.

Un simile risultato può essere raggiunto funzionalizzando opportunamente il substrato di misura e analizzandolo mediante spettroscopia Raman in modalità SERS (Surface Enhanced Raman Spectroscopy) che consente di amplificare di diversi ordini di grandezza segnali riferibili all’analita di interesse. Sempre nel campo della sensoristica in approccio SERS, il team ha attivato diverse collaborazioni finalizzate alla realizzazione di dispositivi di misura specifici per applicazioni nel campo farmacologico e in quello agroalimentare.

Le attività in essere e quelle programmate come prossime linee di indirizzo sono rese possibili grazie all’integrazione di diversi profili professionali che attingono ai settori dell’ingegneria biomedica, scienza dei materiali e chimica.