La Fondazione

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Il 28 marzo 2017, l’Agenzia Spaziale Italiana e il Consorzio di Ricerca Hypatia, hanno dato vita ad un progetto ambizioso che vuole proporre un nuovo modo di interpretare la ricerca applicata e il trasferimento tecnologico, costituendo la Fondazione E. Amaldi. La Fondazione porta il nome di Edoardo Amaldi che, oltre ad essere un grande scienziato, è stato un uomo i cui valori etici e la cui lungimiranza sul ruolo anche “politico” della scienza hanno lasciato un forte segno nella storia. Dal suo decisivo contributo alla nascita del CERN e dell’INFN, a quella dell’European Space Agency (ESA), fino all’impegno nelle organizzazioni di scienziati per la pace e il disarmo, Amaldi ha sempre proposto la scienza e la conoscenza come strumenti di unione, di civiltà e di crescita per la società civile.

fondazione 1L’obiettivo primario della Fondazione E. Amaldi è quello di promuovere e sostenere la ricerca scientifica finalizzata al trasferimento tecnologico, partendo dal settore spaziale, come strumento fondamentale per lo sviluppo economico del Paese e come fonte di innovazione per il miglioramento della competitività, della produttività e dell’occupazione. Il modello di riferimento a cui ci si è ispirati è il Fraunhofer Institute tedesco, eccellenza assoluta nel trasferimento tecnologico e nella ricerca applicata, che in oltre sessanta anni ha dato un contributo decisivo alla crescita tecnologica ed allo sviluppo della Germania.

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Analogamente al Fraunhofer Institute, la Fondazione vedrà la partecipazione di soggetti privati e pubblici puntando a essere un modello sperimentale virtuoso in cui il contributo pubblico sia inferiore a quello privato, una “best practice” del partenariato pubblico-privato che ha l’obiettivo di rendere questo stesso modello ripetibile anche in altri distretti oltre a quello aerospaziale.
La Fondazione si propone di sviluppare e mettere a disposizione i risultati di ricerca applicata, prodotta da differenti attori pubblici e privati, piuttosto che a produrre attività di ricerca interna e “proprietaria”. Questo approccio, comunemente chiamato “innovazione aperta”, tende da una parte a velocizzare l’acquisizione di innovazione da parte delle PMI, mettendo in contatto direttamente e nello stesso ambiente i vari ricercatori di diversa estrazione, dall’altra ad abbattere i costi di Ricerca e Sviluppo.
L’accesso alla Fondazione è aperto alle Imprese, agli Istituti di Ricerca e a tutte quelle realtà che vogliano condividerne obiettivi scientifici, economici e sociali.

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In coerenza con quanto contenuto nel “Piano di Sviluppo Strategico 2013-2017” del Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio, per rafforzare la competitività del settore aerospaziale occorre sviluppare maggiori sinergie e massimizzare quelle già esistenti, rafforzando la rete di collaborazioni interne. E’ pertanto necessario investire sia in attività di networking sia di ricerca orientata allo sviluppo di tecnologie finalizzate (problem driven).

La filiera aerospaziale si compone delle principali aziende nazionali del comparto, con ruolo di system integrator e crescente orientamento ad esternalizzare le attività verso un vasto insieme di fornitori di I e II livello costituito da PMI.

Negli ultimi anni, le forme di collaborazione tra PMI e grandi imprese si sono intensificate secondo un modello collaborativo di “network value chain”. Per aumentare la competitività delle PMI e consentire loro di rispondere anche a livello internazionale alle opportunità di partnership industriale è necessario accrescere la qualità del sistema di R&S con il coinvolgimento di tutti gli attori e incentivare una armonizzazione più spinta tra Industria, Centri di ricerca e mondo universitario.

L’operatività della Fondazione E. Amaldi e delle iniziative strategiche che intende promuovere è ovviamente influenzata da un contesto di riferimento articolato ed in rapida evoluzione, caratterizzato da almeno tre componenti fondamentali:

a) Contesto “politico-istituzionale”.
b) Contesto “scientifico-tecnologico”.
c) Contesto “economico-finanziario”.

Tali componenti sono fortemente correlate tra di loro e presentano forti interdipendenze.

Il contesto “politico-istituzionale” che influenza l’operatività della Fondazione E. Amaldi si sviluppa lungo una direttrice di governance multilivello del settore pubblico (europea, nazionale e regionale) che coinvolge istituzioni con competenze in ricerca e sviluppo, innovazione e trasferimento tecnologico, politica della ricerca e politica industriale, politica militare e spaziale, imprenditorialità e innovazione di impresa, politiche per la formazione e la mobilità della ricerca, ecc.

Il contesto “scientifico-tecnologico” che la Fondazione E. Amaldi prende a riferimento è vastissimo. L’attenzione al settore spaziale ed alle c.d. “Key Enabling Technology” è emblematica di una visione sistemica e di osmosi tra ambito della ricerca e dell’innovazione, tanto da superare quasi naturalmente i tradizionali clichè che vedono erroneamente contrapposte la ricerca da una parte e l’innovazione dall’altra, che massimizza le forze di trasformazione della conoscenza scientifico-tecnologica (sia originata dalla ricerca pubblica che da quella industriale) a fini produttivi, alla creazione di nuove imprese, prodotti e servizi.

Volendo rimanere al settore spaziale, è utile ricordare che le tecnologie, i dati e i servizi spaziali sono oramai indispensabili nella vita quotidiana dei cittadini europei, basti pensare all’uso dei telefoni cellulari, ai sistemi di navigazione dei veicoli, alla TV via satellite, al tracciamento per i servizi finanziari. In caso di catastrofi quali terremoti, inondazioni, incendi boschivi i satelliti trasmettono informazioni in tempo reale che consentono alle squadre di emergenza e di soccorso di coordinare meglio i loro interventi. L'agricoltura trae beneficio da un migliore utilizzo dei terreni. I trasporti e le infrastrutture energetiche sono più sicuri e possono essere gestiti in modo più efficiente grazie a tecnologie satellitari. Per affrontare le sfide a livello mondiale dovute alla crescita demografica, all'aumento della domanda di risorse e ai cambiamenti climatici servono informazioni sul nostro pianeta, che i sistemi basati sulle tecnologie spaziali possono fornire più facilmente. Le tecnologie, i dati e i servizi spaziali possono sostenere numerose politiche e le priorità strategiche fondamentali dell'UE, fra cui quelle concernenti la competitività della nostra economia, le migrazioni, i cambiamenti climatici, il mercato unico digitale e la gestione sostenibile delle risorse naturali. Lo spazio riveste inoltre un'importanza strategica per l'Europa rafforzandone la sicurezza e la difesa, contribuendo ad incrementare l'occupazione, la crescita e gli investimenti.


fondazione 4Con circa 7 miliardi di euro (2015) di spesa spaziale, l'Europa occupa il secondo posto al mondo per ampiezza del bilancio pubblico destinato allo spazio e, nel periodo 2014-2020, l’UE investirà oltre 12 miliardi di euro in attività spaziali (Copernicus, EGNOS, Galileo). Con 18 satelliti attualmente in orbita e oltre 30 programmati nei prossimi 10-15 anni, l'UE è il principale cliente istituzionale dei servizi di lancio in Europa. L’industria produttrice di satelliti europea detiene circa il 33% dei mercati mondiali aperti e con un settore dinamico di servizi a valle in cui operano numerose PMI. Il settore spaziale europeo, compreso quello della produzione e dei servizi, occupa oltre 230 000 professionisti e il suo valore è stato stimato tra 46 e 54 miliardi di euro nel 2014, circa il 21% del valore dell'intero settore spaziale mondiale. La CE (in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea), negli ultimi decenni ha puntato essenzialmente sulle costellazioni satellitari Copernicus e Galileo, già funzionanti ma ancora incomplete. La sfida è ora quella di creare servizi – siano essi rivolti verso istituzioni o verso i cittadini -, in grado di generare valore ed economia. Si tratta di temi da tempo sul tavolo dei leader europei e che sono al centro della Strategia Spaziale Europea della CE15 e della Ministeriale dell’ESA del dicembre 2016.
In questo contesto si inserisce l’Italia, sesta potenza spaziale del mondo, e in grado di garantire una lunga e completa filiera industriale, che va dal lanciatore VEGA, sviluppato per il 65% da AVIO insieme all’ASI, fino ai costruttori di satelliti, come Thales Alenia Space, Sitael, e aziende che si occupano del segmento di Terra, come Telespazio. Il Piano strategico nazionale sulla Space Economy è attualmente un punto di riferimento per la ricerca e l’industria spaziale.

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