Bioingegneria

Dipartimento di Bioingegneria

 

Il Dipartimento di Bioingegneria della Fondazione E. Amaldi è attivo nella progettazione, sviluppo e caratterizzazione di strumenti che possano avere un reale potenziale in termini di trasferimento tecnologico nel campo delle scienze della vita, non trascurando ovviamente la ricerca innovativa quale motore fondamentale per assicurare l’avanzamento delle competenze scientifiche. In tale chiave promuove la partecipazione a progetti di ricerca rispondendo a bandi regionali, nazionali ed internazionali, aggregando sia partner accademici che industriali e coordinando il relativo consorzio. Il Dipartimento di Bioingegneria ha inoltre costituito un Gruppo di Lavoro presso l’Agenzia Spaziale Italiana su tematiche di spin in verso lo spazio di concerto con l’Unità di Trasferimento Tecnologico della stessa agenzia e sta promuovendo la costituzione di un KET Lab (Key Enabling Technologies Laboratory) in accordo con l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna integrando e sostenendo un approccio imprenditoriale alla ricerca scientifica applicata in ambito life sciences.
Il Dipartimento è attualmente impegnato nella fabbricazione e caratterizzazione di strutture bioriassorbibili (scaffold) per l’ingegneria dei tessuti e medicina rigenerativa e nella definizione di sensori innovativi per la diagnostica clinica.
L’ingegneria dei tessuti rappresenta un settore di ricerca di frontiera, poiché gli scaffold realizzati secondo i criteri di tale approccio interdisciplinare, consentono la rigenerazione di nuovo tessuto funzionale, a seguito di un trauma o patologia, riproducendo temporaneamente e il più fedelmente possibile il microambiente naturale. Così facendo si introduce la possibilità di guidare la formazione della matrice biologica per favorire un completo recupero fisiologico. A tale scopo, presso il Dipartimento di Bioingegneria si impiegano diverse metodiche, quali l’elettrofilatura e la stampa 3D, per far sì che la struttura finale risponda a specifici requisiti da valutare nell’ambito della rete di collaborazioni, stabilite e coordinate dal Dipartimento stesso quale parte integrante delle proprie attività.
Riferendosi al settore della sensoristica, la combinazione sinergica di nanomateriali e biotecnologie ha permesso di sviluppare dispositivi di rilevazione altamente selettivi ed ad elevata sensibilità per applicazioni in oncologia. Poter misurare concentrazioni estremamente contenute di marcatori patologici significa disporre di uno strumento che possa fornire un valido contributo in termini di diagnosi precoce. Un simile risultato può essere raggiunto funzionalizzando opportunamente il substrato di misura e analizzandolo mediante spettroscopia Raman in modalità SERS (surface enhanced Raman spectroscopy) che consente di amplificare di diversi ordini di grandezza segnali riferibili all’analita di interesse. Sempre nel campo della sensoristica in approccio SERS, il Dipartimento ha attivato diverse collaborazioni finalizzate alla realizzazione di dispositivi di misura specifici per applicazioni nel campo farmacologico e in quello agroalimentare.
Le attività in essere e quelle programmate come prossime linee di indirizzo sono rese possibili grazie all’integrazione di diversi profili professionali che attingono ai settori dell’ingegneria biomedica, scienza dei materiali e chimica.

 

 

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